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Marrakech: la città rossa

Marrakech: la città rossa

Marrakech: la città rossa

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Marrakech è la terza città più grande del paese dopo Casablanca e Rabat, ed è la capitale della regione medio-sud-ovest di Marrakech-Tensift-El Haouz. Marrakech è la più importante delle quattro ex città imperiali del Marocco (città che sono state costruite dall’impero marocchino berbero). Nel XII secolo, gli Almoravidi edificarono numerose madrase (scuole coraniche) e moschee a Marrakech che portano influenze andaluse. Le pareti rosse della città, erette per volere di Ali ibn Yusufnel 1122-1123 e vari edifici costruiti in questo periodo in pietra arenaria, hanno dato alla città il soprannome di “città rossa” o “città d’ocra”.

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La piazza Jmaa El Fnaa di Marrakech

Che cosa è Jemaa el Fna? “E’ un mare. Puoi nuotare nel mare ma il mare di Jemaa el Fna non lo puoi conoscere tutto”. Che cosa è Jemaa el Fna? “Jemaa el Fna è una fontana d’arte”, “una università, non solo una scuola”, “Jemaa el Fna è dramma, poesia, invenzione, canto, magia”. “Chi si reca a Jemaa el Fna lascia i propri problemi della vita e entra in un altro mondo di una cultura misteriosa e lì impara molte cose – è per questo che si chiama Jemaa el Fna”. Così parlano i conteurs/cantastorie riuniti nel Café de Madanie in Derb Labachi un locale che sa di Medina, lo storico ritrovo popolare e intellettuale, vero cuore pulsante di Marrakech, della piazza più famosa del Maghreb.

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Storia di Marrakech

La citta’, che ha dato nome al Marocco e si stende davanti al gigantesco Atlante. Il suo destino e’ vincolato con quello delle differenti dinastie che si succedono. La sua tradizione di metrópoli política, economica e culturale sempre ha dominato la storia del Magreb. Marrakech e’ anche la citta’ dello spettacolo dove c’e’ sempre festa, come si puo’ vedere nella piazza Jemaa el Fna, che da secoli costituisce il teatro popolare piu’ incredibile del mondo: incantatori di serpenti, musicisti, ballerini, attori, maghi, raccontafiabe…. A Marrakech ci sono una infinita’ di posti da visitare : Medersa Ben Yussef, Menara, il Museo di Dar Si Said, il giardino di Agdal, le tombe saadiensi e i palazzi di Badi e Bahia….

Pochi sanno che la Dichiarazione del patrimonio orale e intangibile dell’umanità (Oral Intangible Heritage) è partita dal Marocco e da Jemaa el Fna. Lo scittore spagnolo Juan Goytisolo, trapiantato negli anni ’70 a Marrakech e affascinato dalla cultura orale dei cantastorie di Jemaa el Fna, dopo anni di lotte, lettere e riunioni è riuscito a fare approvare dall’Unesco una dichiarazione (The Oral and Intangible Heritage) di tutela mondiale delle forme di cultura orale a rischio di estinzione, perché legate alla sola esistenza di uomini che perpetuano l’arte del racconto, del canto, del teatro o della musica, in contesti socio-culturali particolari.

“ Kan ya ma kan..” (c’era una volta…)…a Jemaa el Fna.

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